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Il patto per un carcere di qualità

Giuseppe Martone e Franco Corleone

E' stato firmato dal Garante per i diritti dei detenuti Corleone insieme al provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria Martone

FIRENZE — Garantire acqua calda e docce nelle celle, realizzare luoghi comuni in cui consumare il pranzo, rendere fruibili le biblioteche penitenziarie come luogo di lettura, progettare gli spazi per l'affettività, assicurare acqua potabile al carcere di San Gimignano, aprire le sezioni autonome per il Polo universitario a Pisa e San Gimignano.

E' quanto scritto nel patto per la riforma del carcere in Toscana, con azioni concrete per migliorare la qualità della vita negli istituti detentivi della Regione, firmato dal Garante regionale per i diritti dei detenuti Franco Corleone insieme al provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria Giuseppe Martone. 

Si tratta di un protocollo d'intesa su azioni comuni da intraprendere per affrontare alcuni degli aspetti più critici della situazione detentiva, quelli che possono essere cambiati senza modificare la legge dello Stato. 

Un'esperienza pilota, che anticipi, attraverso lo sviluppo di buone pratiche, gli esiti della riforma delineata dagli Stati generali dell'esecuzione penitenziaria, conclusi nella primavera di quest'anno, e della proposta di legge delega attualmente in Parlamento. 

Nelle carceri si continua a vivere male. In Toscana vi sono record negativi che dobbiamo cancellare: tre suicidi anche quest'anno, 133 i tentati suicidi, mille e 103 gli atti di autolesionismo, 353 manifestazioni di protesta. 

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