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Forteto, ancora fumata nera da Roma

La commissione d'inchiesta del Consiglio regionale in missione a Roma per il futuro della cooperativa di cui ha chiesto il commissariamento

FIRENZE — La commissione d'inchiesta del Consiglio regionale sulla cooperativa del Forteto di Vicchio di Mugello (vedi articoli collegati) ha incontrato a Roma alcuni rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico e ha avuto un colloquio con il presidente del Senato, Piero Grasso.

“La nostra missione aveva due scopi – spiega il presidente della commissione Paolo Bambagioni (Pd), ieri a Roma con Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), Andrea Quartini (Movimento 5 stelle), Jacopo Alberti (Lega nord) e Stefano Mugnai (Forza Italia) – Il primo è quello di dare ai ragazzi che hanno subito le violenze al Forteto quel risarcimento morale che le istituzioni devono loro. Per ottenere questo, la vicenda deve arrivare al livello nazionale: con una commissione d’inchiesta, oppure in una commissione bicamerale già esistente, non spetta a noi deciderlo. È necessario apportare modifiche alla legislazione sul diritto minorile, in un percorso già avviato in Parlamento, ed è giusto affrontare al massimo livello una vicenda che non è uguale a tante altre, nella quale le istituzioni hanno gravi responsabilità”. 

Il secondo obiettivo della commissione è creare le condizioni per "una discontinuità nella gestione della cooperativa”. Di qui, la richiesta di commissariamento.

"Al Forteto c’è ancora una linea di continuità tra quello che era il mondo della setta e l’attuale gestione - prosegue Bambagioni - Bisogna permettere all’azienda di ripartire su basi migliori e dare un segno di giustizia concreta a chi continua a lavorarci dentro”.

"I vertici del  Ministero hanno detto chiaramente che l’istruttoria è ancora in corso e che prevede tre momenti - sottolinea Bambagioni - l’indagine degli ispettori del Ministero nella cooperativa, che è già avvenuta, il confronto con la nostra commissione e ulteriori verifiche con le istituzioni locali. Solo al termine di questo lavoro, il mnistro deciderà: la decisione, ci è stato assicurato, non stata ancora presa”.

Ma proprio sull'esito dell'ispeazione ministeriale è intervenuto un altro membro della commissione, il consigliere di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli: "Ieri il vicecapo di gabinetto del ministro allo sviluppo economico ci ha confermato che l'ispezione ministeriale al Forteto è in corso e che il suo esito ad oggi e ignoto. Un'informazione molto diversa da quanto dichiarato dal capogruppo del Pd Leonardo Marras che, in un comunicato, ha riferito che gli ispettori avrebbero verificato l'esistenza delle condizioni per proseguire nell'opera di risanamento e di discontinuità con il passato".

"Come ha fatto Marras ad avere queste informaizoni prima che fossero ufficiali? - si chiede Donzelli - Oppure ha voluto influenzare gli ispettori dal governo? Si tratta di un'ingerenza istituzionale gravissima".

Poche ore dopo la replica di Leonardo Marras.

"La solita tempesta in un bicchier d’acqua la polemica agitata da Donzelli e dagli altri oppositori - ha ha scritto il capogruppo del Pd in una nota - Non ho mai affermato di conoscere l’esito dell’ispezione, ho solo detto che sappiamo che si è conclusa e che si può continuare nell’opera di discontinuità invocata da tutti. Credevo fosse indispensabile accompagnare la visita della commissione regionale al Senato anche da un mio commento, rafforzando le conclusioni che all'unanimità avevamo dato insieme. Il pregiudizio troppe volte supera la realtà e fa compiere atti fuori luogo. Poi mi si attribuiscono poteri che non ho e se non fosse per il contesto spiacevole in cui ciò avviene, ringrazierei per la stima accordata".

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