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Inceneritore, la Città metropolitana rilancia

Dopo il no del Consiglio di Stato, tensione fra Rossi e Il Pd. MetroCittà: "La sentenza non vieta l'impianto se prima viene realizzato il bosco"

FIRENZE — La lunghissima battaglia ingaggiata sulla costruzione di un nuovo termovalorizzatore a Case Passerini non è finita: 24 ore dopo che il Consiglio di Stato ha annullato l'autorizzazione ambientale rilasciata nel 2015 dalla Città metropolitana di Firenze per la mancata prescrizione di realizzare un parco prima dell'impianto,  la stessa Città metropolitana dichiara assicura in una nota che ancora "sussistono i presupposti e sono legittimi gli atti che hanno previsto localizzazione e realizzazione dell'impianto", di cui ora è competente la Regione.

"Il Consiglio di Stato ha confermato l'annullamento dell'aAutorizzazione unica ambientale rilasciata dalla Città Metropolitana di Firenze limitatamente al solo aspetto della mancata espressa previsione, nell'autorizzazione, della prescrizione relativa alla realizzazione dell'opera di mitigazione ambientale denominata 'Boschi della Piana' prima della messa in esercizio del termovalorizzatore - si legge nella nota - La sentenza in esame ha invece fatto salvo il procedimento per tutti gli ulteriori aspetti oggetto di impugnazione da parte della associazioni ambientaliste e degli altri Comuni intervenuti, in sostanza sancendo la sussistenza dei presupposti e la legittimità di tutti gli atti che hanno previsto la realizzazione del termovalorizzatore e la relativa localizzazione.

"Ciò posto, anche a salvaguardia della complessa attività correttamente posta in essere fino ad oggi - prosegue la nota - la riscontrata unica carenza che il Consiglio di Stato ha rilevato può essere emendata mediante riapertura del procedimento amministrativo ai fini del solo inserimento nell'atto finale dell'espressa prescrizione della realizzazione dei 'Boschi della Piana' anteriormente alla messa in esercizio dell'impianto, la cui rivalutazione alla luce della nuova evenienza determinata dal progetto aeroportuale è stata peraltro effettuata nell'ambito del procedimento autorizzatorio di quest'ultimo".

"L'ente competente alla riapertura del procedimento per le autorizzazioni è oggi la Regione Toscana" conclude la Città metropolitana. Regione Toscana che però è guidata da un governatore di Mdp, Enrico Rossi, contrario al progetto, sostenuto da una maggioranza formata dal Pd, favorevole. Quanto basta per creare nuove tensioni. A questo proposito Rossi, replicando a una nota del Pd Toscana di ieri, parla chiaramente di "fallimento della Città metropolitana (e quindi del Pd) sulla costruzione dell'inceneritore.

"Il Pd, dopo il fallimento della Città Metropolitana sulla costruzione dell’inceneritore, mi sollecita a trovare soluzioni - ha scritto il presidente della giunta regionale in una nota -  Lo ringrazio per lo splendido assist. Cosa che anche in Consiglio regionale mi sono andato a cercare, ricevendo il sostegno del Pd regionale e anche di altre forze politiche. È evidente che tra le possibili emergenze che potrebbero insorgere e la bocciatura dell’inceneritore che sarebbe entrato in funzione solo tra qualche anno non può esserci nessun rapporto. Intanto invito il Pd a collaborare e a sollecitare tutti i sindaci a raggiungere l’obiettivo del piano regionale del 2014 che prescriveva il 70 per cento di raccolta differenziata. Ci sono Comuni che hanno ritardi inaccettabili a fronte di Comuni che sono estremamente virtuosi. Questa è la prima risposta che deve essere data da parte di una sinistra seria e di governo: incrementare, raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata prefissati. Spero che il Pd regionale concordi su questo. Per quanto mi riguarda, come ho già detto in Consiglio, la Giunta regionale presenterà il nuovo piano entro luglio con obiettivi di raccolta differenziata ancora più ambiziosi per ridurre discariche e inceneritori".

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