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Cavalli, a rischio 270 posti di lavoro

Sciopero e presidio di protesta per i lavoratori dell'azienda Roberto Cavalli. L'impegno della Regione per la tutela del brand e la tutela del lavoro

FIRENZE — I lavoratori della maison fiorentina Roberto Cavalli in sciopero si sono ritrovati in piazza dell'Unità Italiana a Firenze per un presidio di protesta. A rischiare il posto di lavoro sono 270 operai.

In contemporanea allo sciopero ci sono stati due incontri all'unità di crisi della Regione Toscana. La convocazione del tavolo era stata proposta dalle organizzazioni sindacali prima della richiesta, avvenuta proprio pochi giorni fa, di preconcordato in continuità presentata dalla proprietà al Tribunale di Milano.

Al primo dei due incontri hanno preso parte, oltre ai sindacati, anche il sindaco di Sesto Fiorentino e l'assessore al lavoro del Comune di Campi Bisenzio. Nel secondo erano presenti anche il presidente del cda e l'amministratore delegato della Cavalli.

Il consigliere del presidente Gianfranco Simoncini ha ribadito l'impegno della Regione per la tutela di un brand storico che non può che fondarsi sulla salvaguardia dell'occupazione.

In mattinata durante il presidio i sindacati avevano espresso molta preoccupazione sulla vicenda: "Non siamo riusciti a capire fino ad oggi se c'è un'intenzione seria di trovare un gruppo industriale in grado di dare continuità produttiva a un marchio così importante", ha affermato

Luca Barbetti, segretario generale della Filctem-Cgil di Firenze. "Vogliamo capire se Cavalli rimarrà un marchio fiorentino", ha sostenuto Mirco Zacchei della Femca-Cisl.

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