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Covid, i ciclofattorini #dimenticatidaconte

I ciclofattorini hanno rivolto un appello al governo per ottenere aiuti economici dal fondo Cura Italia e fronteggiare la crisi delle consegne

FIRENZE — I ciclofattorini fiorentini hanno aperto una campagna social per manifestare contro l'assenza di misure nel decreto Cura italia per tutelare i rider assunti con collaborazione occasionale. La protesta è stata rilanciata dal sindacato Nidil Cgil Firenze "Sosteniamo la battaglia dei rider: sussidio anche per chi ha la collaborazione occasionale... che poi non è mai occasionale".

"Vogliamo far sapere al governo - hanno spiegato i rider - che meritiamo rispetto e tutele come tutti gli altri lavoratori, che anche noi abbiamo delle spese a cui far fronte, che non avere più soldi per noi vuol dire non poter pagare più l'affitto, i libri per studiare, il mutuo, non poter più campare i nostri figli. Il servizio di delivery è ancora in funzione, nonostante ancora le società non ci abbiano fornito i dispositivi di sicurezza, ma molti di noi in queste condizioni non possono lavorare per proteggere se stessi e i propri cari, allo stesso tempo chi può lavorare arriva a fine turno con il rischio di essersi preso il virus e, grazie alla paga a cottimo, nella maggioranza dei casi, senza aver guadagnato nulla a causa della sospensione del servizio di delivery da parte di quasi tutti i ristoranti".

"A queste condizioni chiediamo che anche per noi collaboratori occasionali venga garantito un un'indennizzo o un sussidio, attingendo dai 300 milioni di euro presenti nel nuovo fondo creato dal Cura Italia, questo fondo dovrebbe servire a dare un aiuto ai lavoratori che non sono stati adeguatamente tutelati dal decreto. Non siamo lavoratori di serie b e meritiamo anche noi una protezione contro questa crisi" hanno concluso i fattorini del capoluogo toscano.

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