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Vaccini a scuola, guerra sull'autocertificazione

Il governo ha ha stabilito che per il prossimo anno scolastico basterà autocertificare le vaccinazioni dei bambini. La Toscana pensa a una sua legge

FIRENZE — I ministri dell'istruzione Marco Bussetti e della sanità Giulia Grillo hanno reso noto, attraverso una circolare, che per poter entrare in classe il prossimo settembre sarà sufficiente che i genitori dei bambini presentino un'autocertificazione delle avvenute vaccinazioni. In altre parole non sarà necessario presentare la certificazione di avvenuta vaccinazione da parte della Asl entro la scadenza del 10 luglio. Questo termine, ha detto la ministra della sanità non è perentorio. 

Interrogata al proposito, l'assessora al diritto alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi ha spiegato: "Da noi non si porta nessuna autocertificazione", anche perché "in Toscana non so come si potrebbe applicare". Nello specifico, ha poi aggiunto, "abbiamo una piattaforma web nella quale le scuole hanno la possibilità di inserire i dati dei ragazzi iscritti, e automaticamente espungere il dato dei bambini che non sono in regola con le vaccinazioni". Ad ora tuttavia "non ho capito quale sia l''intenzione del ministro, leggeremo la circolare". 

Saccardi ha poi aggiunto che "se si vuole cambiare la legge sulle vaccinazioni si debba avere il coraggio di andare in Parlamento e cambiarla, senza introdurre un sistema come l'autocertificazione che, peraltro, in Toscana non so come si potrebbe applicare". E questa parrebbe proprio essere l'intenzione della ministra Grillo che ha detto che una proposta di legge sarà "in pochissimi giorni presentata dal Parlamento". Intanto, la Toscana, nell'eventualità di un cambio di orientamento del legislatore nazionale, potrebbe muoversi per conto proprio e dotarsi di una legge per l'obbligo vaccinale nelle scuole non dell'obbligo. "Avevamo già presentato una proposta di legge - ha ha detto ancora Stefania Saccardi - che riguardava le scuole non dell'obbligo, perché questa è l'autonomia della Regione, quindi asili nido e scuole materne, che introduceva quell'obbligo che poi stato introdotto dalla legge nazionale. Valuteremo eventualmente, dopo aver letto i provvedimenti del governo, se in questi termini possa essere opportuno anche far discutere e sottoporre di nuovo al Consiglio Regionale la proposta di legge". 

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