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Oriana Fallaci 'dona' i suoi manoscritti

Oriana Fallaci

Le carte, i libri e gli oggetti del Fondo intitolato alla giornalista sono stati donati al Consiglio regionale nel decimo anniversario della morte

FIRENZE — Oriana Fallaci morì il 15 settembre 2006, pochi giorni dopo essere tornata nella sua Firenze. A dieci anni dalla scomparsa, il Consiglio regionale della Toscana ha acquisito il Fondo che porta il suo nome e che raccoglie manoscritti con correzioni a penna, dattiloscritti, libri e anche la macchina da scrivere finora custoditi nella casa di campagna di Greve in Chianti. 

"Un patrimonio che ora entrerà nella biblioteca di palazzo Cerretani a Firenze - ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani in occasione della celebrazione - i dieci anni dalla sua morte ci consegnano oggi la figura di una toscana, di una fiorentina che ha uno spessore enorme a livello internazionale e lo abbiamo in questi giorni quando l'anniversario della morte si è trasformato in una riflessione profonda sul suo pensiero".

In tanti hanno preso parte alla cerimonia in Consiglio regionale che ha ufficializzato la donazione e che ha commemorato la giornalista che scelse di tornare a Firenze pochi giorni prima della sua scomparsa. Esposti, nelle teche fuori dalla sala del Gonfalone di Palazzo Panciatichi, alcuni dei cimeli e dei manoscritti che fanno parte del Fondo. Tra questi, copie in diverse lingue dei suoi libri e numeri originali de 'L'Europeo' per cui la giornalista scrisse alcune delle sue più note interviste. 

Controversa, amata e odiata allo stesso tempo soprattutto dopo il ritorno sulla scena all'indomani dell'11 settembre 2001, Oriana Fallaci continua a parlare con gli articoli, le interviste ai grandi della storia e i libri raccolti ora raccolti nel Fondo. Un'idea dello scrivere e del comunicare che per il nipote, Edoardo Perazzi, qualunque sia la prospettiva da cui si osserva, oggi ha ancora molto da dire.

"Oriana tutta la vita e in tutto il suo scrivere ha detto che la missione dello scrittore e del giornalista era quella di smuovere le coscienze, di indignare e di indirizzare verso un'etica - ha detto il nipote ed erede Edoardo Perazzi - per questo lei è così importante, contestata ma anche appassionatamente letta anche a dieci anni dalla morte". 

Anche il Comune di Firenze ha deciso di commemorare Oriana Fallaci nel decennale della scomparsa intitolandole un piazzale nei giardini della Fortezza da Basso. 

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