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Medici in sciopero: "Toscana al collasso"

Alta adesione alla mobilitazione di medici, veterinari e dirigenti del SSN per chiedere il rinnovo del contratto e fondi per la sanità pubblica

FIRENZE — La giornata di sciopero nazionale indetta da Anaao Assomed per protestare contro le politiche sanitarie del governo e per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da otto anni ha raggiunto punte di adesione dell'80 per cento in Toscana. Una risposta superiore a tutte le previsioni che ha comportato la cancellazione di migliaia di interventi chirurgici e di altre prestazioni.

A Firenze medici e dirigenti del servizio sanitario hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede della giunta regionale. Poi una delegazione ha incontrato i membri della commissione sanità del Consiglio.

Al centro della mobilitazione il rinnovo del contratto di lavoro bloccato da otto anni, la riattivazione del turn over del personale, il sostegno finanziario del servizio sanitario nazionale. Richieste quanto mai fondate anche in Toscana, dove il personale medico in pianta organica sta invecchiando e l'età media dei dirigenti è arrivata a 52 anni.  

"Il tema dei giovani per noi e' fondamentale - ha spiegato Flavio Civitelli, segretario regionale Anaao-Assomed - La criticita' enorme che stiamo affrontando, in questo momento, e' una carenza di programmazione sanitaria che viene più dal mondo universitario e formativo. In Italia bbiamo diecimila giovani laureati in medicina che non possono specializzarsi perchè non abbiamo disponibilità di borse. Nel frattempo, abbiamo una carenza gravissima di medici negli ospedali sul territorio". 

Quando andranno in pensione anche i medici ancora in servizio solo per gli effetti della riforma Fornero, il sistema rischierà il collaso.

"Oggi nè la Regione nè il governo prende in mano la questione e programma i fabbisogni rispetto alle risorse disponibili - ha detto il segretario toscano di Anaao - il rischio immenso e' di trovarci senza dottori. Dove è già iniziata la spoliazione, nella cordigliera appenninica, ambulatori e ospedali chiudono per mancanza di medici. Magari si salvano le città ma non possiamo restare soltanto coi grandi ospedali".

Dopo la protesta davanti alla sede della giunta regionale, una delegazione dei manifestanti ha incontrato i membri della commissione sanità del Consiglio regionale. Al termine dell'incontro, la commissione ha dichiarato di essere "vicina alle istanze dei medici e in piena sintonia con le loro aspettative”, rendendosi disponibile a presentare in occasione della prossima seduta del Consiglio regionale “un atto di indirizzo preparato con il contributo di tutte le forze rappresentate in commissione, che si faccia carico delle richieste, tenga alta la pressione e contribuisca a riaprire la partita con il Governo nazionale”.

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