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Le concerie investono nell'economia circolare

Firmato l'accordo con la Regione per realizzare entro tre anni un depuratore e altri due impianti di trattamento a S.Croce. Investimento da 80 milioni

FIRENZE — Ridurre la quantità di rifiuti generati dal ciclo produttivo della pelletteria e valorizzarne il riciclo sono gli obiettivi finali del protocollo d'intesa firmato a Firenze fra la Regione Toscana, l'Associazione Conciatori e Rea. L'accordo prevede che, d'intesa con la Regione, le imprese conciarie investano 80 milioni di euro in tre anni per realizzare gli impianti necessari a garantire un'economia circolare, ovvero un depuratore, un impianto di trattamento fanghi e un altro per il trattamento dei sottoprodotti di origine conciaria.

Al tempo stesso, durante la fase transitoria che precederà l'entrata in funzione dei nuovi siti, l'accordo assicura lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle concerie e non recuperabili presso la discarica di Scapigliato della Rea.

Nel distretto conciario di Santa Croce lavorano 500 aziende con seimila addetti.

L'attuazione del protocollo d'intesa verrà costantemente presidiata da un tavolo presieduto dall'assessore all'ambiente Federica Fratoni.

Nel dettaglio, l'Associazione Conciatori richiederà le autorizzazioni per i seguenti impianti di economia circolare, con una precisa finalità: realizzare, dai rifiuti, prodotti qualitativamente migliori:

Impianto di depurazione, sito di via del Bosco 283 Santa Croce (investimenti inseriti nell'accordo di programma da 204 milioni di euro del 2013)

L'impianto di depurazione sarà interessato dai seguenti tre macro interventi:

- incremento della potenzialità del depuratore per il trattamento dei reflui domestici provenienti dalla Valdinievole (undici milioni di metri cubi annui) e della Valdera (sei milioni di metri cubi annui),

- ristrutturazione del depuratore di via del Castellare a Santa Croce per il trattamento di una aliquota delle acque reflue domestiche della Valdinievole ai fini del riutilizzo negli insediamenti produttivi (acquedotto industriale);

- incremento della potenzialità della linea industriale del depuratore da 20mila a 30mila metri cubi al giorno.

Impianto di trattamento fanghi, sito di via S.Andrea 121 a Santa Croce (investimento da 50 milioni di euro)

L'impianto sarà interessato dalla realizzazione di opere connesse all'incremento della propria potenzialità conseguente al trattamento e relativa inertizzazione di nuovi codici CER derivanti dalla filiera produttiva, fino a 150mila tonnellate all'anno;

L'investimento prevede altresì all'inserimento di una nuova sezione impiantistica tesa a trattare ulteriormente l'inerte finale (KEU) – attualmente inviato a recupero come rifiuto – al fine dell'ottenimento di un prodotto finito classificabile come EOW e re-inseribile in commercio.

Impianto di trattamento sottoprodotti di origine conciaria, di via Nuova Francesca a Santa Croce (investimento da 30 milioni di euro)

L'impianto verrà interessato dai seguenti interventi:

-una modifica della linea di lavorazione del carniccio in modo tale da recuperare la quasi totalità del grasso dal residuo solido della lavorazione ed ottenere un nuovo prodotto (concime solido organo-fosfatico) a più alto valore aggiunto rispetto al correttivo calcico – Natifert - in quanto costituente la base per concimi destinati alla radicazione delle piante

- l'istallazione di un impianto di nanofiltrazione per la parziale concentrazione dell'idrolizzato da carniccio al fine di risparmiare energia termica (quindi metano) nella fase di concentrazione;

- aumento da 1000 a 6000 tonnellate/anno delle spaccature in trippa (sottoprodotto di origine animale) da poter ritirare, compensando il maggior apporto di queste con una diminuzione del quantitativo massimo di carniccio da ritirare che, di conseguenza, passerebbe da 80.000 tonnellate/anno a 74.000 tonnellate/anno;

Sono altresì previsti interventi di: modifica della linea di lavorazione delle rasature al cromo, mediante l'utilizzo di un processo di idrolisi acida ed un sistema di recupero a membrane, in modo tale da recuperare tutto il cromo - da reinserire nel ciclo conciario tramite l'impianto di trattamento cromo gestito da Aquarno spa - e riducendo di più dell'85% i residui da inviare in discarica, nonché per incrementare la capacità di lavorazione delle rasature da 12mila a 40mila.

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