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"L'Arpat è sull'orlo del collasso"

I sindacati: "Dal 2010 al 2016 i finanziamenti regionali e il personale sono diminuiti: ma non basta riorganizzare, si deve investire"

FIRENZE — L’inchiesta denominata “Dangerous trash”, condotta dalla Procura di Firenze su alcune imprese dell’area livornese per traffico di rifiuti e truffa ai danni della Regione Toscana, è solo l’ultima in ordine di tempo e segnala una sempre più preoccupante illegalità in campo ambientale anche in Toscana, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine. Ancora una volta l'agenzia della Regione Toscana Arpat ha fornito un fondamentale supporto tecnico e scientifico alle indagini dei Carabinieri Forestali, come ha fatto molte altre volte dalla fine del 2015 ad oggi.

Di qui l'allarme lanciato da Cgil, Cisl e Uil categoria e dalle Rsu e Rsa Arpat di fronte alla diminuzione di finanziamenti e di personale dell'agenzia regionale dal 2010 al 2016: da 55 milioni di euro a 47 (meno 15 per cento), da 771 a 669 (meno 14 per cento).

"Negli ultimi anni, inoltre, la Regione ha fortemente limitato sia le risorse per la formazione e l’aggiornamento tecnico-scientifico del personale sia gli investimenti per il rinnovo della strumentazione di laboratorio sia l’acquisto di autovetture - si legge in una nota dei sindacati -  Oggi l’Agenzia è sull’orlo del collasso e, senza un reale cambiamento nelle politiche regionali, non potrà più garantire molte delle attività e delle competenze necessarie ad uno sviluppo sostenibile della Toscana: non basta riorganizzare si deve investire".

"Una grande occasione di rilancio può essere la modifica della legge regionale su Arpat, atto necessario per recepire la riforma nazionale delle agenzie ambientali del 2016 - proseguono i sindacati - ridando autonomia all’Agenzia, stabilendone ruoli e compiti chiari, eliminando vincoli economici e permettendo un rinnovamento del personale e della strumentazione, anche attraverso nuove forme di finanziamento". 

"Questo è quello che chiedono i lavoratori e le lavoratrici dell’agenzia - concludono i rappresentanti dei lavoratori - questo è quello che serve per la tutela dell’ambiente, questo è quello che deve fare chi ha la responsabilità di decidere per i cittadini toscani".

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