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La nuova legge toscana per la sicurezza urbana

La legge è stata approvata dal Consiglio regionale e prevede misure come videosorveglianza, vigili di prossimità, iniziative di rigenerazione sociale

FIRENZE — La Toscana da oggi ha una legge ad hoc per la sicurezza integrata urbana, votata a maggioranza dal Consiglio regionale. Tra le misure che saranno attuate più telecamere di videosorveglianza, iniziative di rigenerazione urbana che da anni sono oggetto di sperimentazione attraverso alcuni bandi regionali ma che adesso rientrano in un modello tutto toscano.

La sperimentazione che ha dato corpo alla legge oggi approvata, è andata nella direzione opposta a quella dello ‘sceriffo’, privilegiando invece la via del miglioramento del contesto sociale urbano.

In questa legislatura sono stati investiti complessivamente 21 milioni di euro in progetti di sicurezza integrata presentati dai Comuni. In particolare, con gli ultimi due bandi, la Regione ha finanziato 120 progetti di videosorveglianza di altrettante amministrazioni comunali per un importo di 2,5 milioni di euro. Altri 715 mila euro sono stati rivolti a progetti di rigenerazione sociale di quartieri e paesi ‘difficili’ in 22 Comuni. Infine 635 mila euro hanno finanziato la polizia di prossimità in 25 Comuni, che si vanno ad aggiungere agli altri 15 che avevano già avviato questa sperimentazione.

La nuova legge fissa il principio di sicurezza integrata, cioè l'insieme degli interventi dello Stato, delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali, ciascuno secondo le proprie competenze, che riguardano la riqualificazione, sia urbanistica che sociale e culturale, il recupero delle aree o siti degradati, l'eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione.

La legge prevede la possibilità di finanziare progetti speciali per rafforzare la prevenzione sociale in aree del territorio con particolari situazioni di degrado socio economico, tenuto conto dell'indice di delittuosità o del verificarsi di particolari eventi di conflitto sociale o reati.

Tra le altre cose la legge riconosce il ruolo che le comunità locali attive, coese, inclusive e solidali hanno per la sicurezza dei territori tramite i gruppi di vicinato, gli assistenti civici o i gruppi di cittadinanza attiva. 

Gli enti locali possono stipulare convenzioni con le associazioni di volontariato per collaborazioni con la polizia locale rivolte a favorire l'educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità.

La Regione promuove e sostiene, in collaborazione con gli enti locali, la formazione specialistica di alcuni addetti o di alcuni corpi di polizia locale, per specifiche materie come la sicurezza urbana, la vigilanza e controllo in materia edilizia, la vigilanza e controllo sul commercio, la tutela ambientale-ecologica, l’infortunistica stradale.

Con la legge viene introdotta la giornata della polizia locale, istituita dalla Giunta regionale con proprio atto.

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