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Nato, guerra totale al Califfato

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All'assemblea parlamentare dell'alleanza transatlantica Grasso e Alfano hanno ribadito la linea italiana: "Servono garanzie per il dopo Isis in Siria"

FIRENZE — Lo spauracchio è quello che si ripeta quanto accaduto in Libia dopo l'uccisione di Mu'ammar Gheddafi. con la coalizione internazionale che prima ha liberato il Paese dalla tirannia ma poi ha dimostrato di non avere alcuna strategia per la fase due. Con il risultato che la Libia è diventata terreno di conquista per i miliziani del sedicente Stato islamico.

Ecco perchè prima di parlare di bombardamenti l'Italia vuole garanzie sulla fase due. Questo almeno stando alle parole pronunciate sia dal presidente del Senato Pietro Grasso, che per altro ha detto di sposare in pieno la posizione di Matteo Renzi, che dal ministro dell'Interno Angelino Alfano

"Per sconfiggere lo Stato islamico e il terrorismo - ha detto Grasso intervenendo al vertice Nato che si concluderà domani a Firenze - non basterà l'intervento militare ma serviranno almeno tre linee di azione". 

Che in sintesi sono: intervenire in Siria e Iraq, tagliare le linee attraverso cui si finanzia Daesh e dare campo libero alle diplomazie. 
Pensiero condiviso da Alfano. "La sicurezza è un pezzo fondamentale della nostra libertà - ha detto Alfano dal palco -, combattere contro il terrore è una battaglia per la libertà". Stando ben attenti, ha aggiunto, a separare chi spara da chi prega.

"Questi terroristi .- ha tuonato Alfano - tengono in ostaggio un Dio, una religione. Non esiste un Dio che avrebbe consentito questa barbarie".

L'incontro di Firenze è stato organizzato dalla subcommissione transatlantica per le relazioni economiche, convocata dal delegato dell'Italia all'assemblea Nato, Andrea Manciulli

"L'Isis - ha detto non può essere vinto solo con un confronto militare ma non può essere al contempo sconfitto senza di esso. Noi abbiamo definito questa nuova minaccia una minaccia asimmetrica, che sta nel Mediterraneo e, anche grazie al lavoro del nostro governo, il tema della minaccia asimettrica, è entrato nell'agenda della Nato: bisogna fare in modo che questo tema diventi il principale".

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