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Conoscenza e cultura contro l'orrore

Oltre 7500 i ragazzi che hanno partecipato al meeting al Mandela forum sulla giornata della memoria. Barni: "Mai indifferenti di fronte alle tragedie"

FIRENZE — Il giorno della memoria si celebra da sedici anni in Italia il 27 gennaio, perchè nel 1945 proprio in quel giorno le forze alleate liberarono Auschwitz.

Dal 2006 la Regione promuove il meeting ogni due anni in alternanza con il Treno della memoria, in collaborazione con il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, le Province, il Comune di Firenze, l'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. All'edizione di quest'anno, la sesta, hanno aderito 120 scuole superiori di tutta la regione, con oltre 7500 alunni e 100 studenti universitari.

Coordinati da Gad Lerner sono saliti sul palco tantissimi testimoni diretti: le bambine del lager, Kitty Braun e le sorelle Andra e Tatiana Bucci, la testimone della persecuzione contro gli ebrei e della dittatura argentina Vera Vigevani Iarach, l'ebreo della comunità romana Piero Terracina, il partigiano deportato adolescente Marcello Mancini, la deportata politica Vera Michelin Salomon, il militare internato Antornio Ceseri.

Tema centrale di quest'anno: affermare il valore della cultura dell'incontro e dell'accoglienza, della dignità umana personale e collettiva, valorizzando anche l'esperienza di accoglienza che la Toscana sta realizzando.

L'obbiettivo del meeting è che quello di sensibilizzare i giovani per rafforzare il principio della responsabilità individuale e collettiva che, in società democratiche, comprende il dovere dell'accoglienza dei profughi. Come ha dimostrato la Regione organizzando dal 2014 al 2015 il ricevimento di oltre 6400 rifugiati.

"E' impressionante - ha affermato Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana - vedere 7500 ragazzi tutti insieme ad ascoltare da chi è sopravvissuto alla tragedia quello che ha significato per loro. Proprio perché il racconto diventi memoria - ha proseguito Barni - una memoria indelebile e ci aiuti a superare le tragedie che stanno avvenendo oggi nel Mediterraneo. Ci sono molte differenze ma anche molte analogie con quello che sta accadendo. Prima di tutto - ha concluso - non ci deve accomunare l'indifferenza che ha portato allo sterminio degli ebrei, e l'indifferenza che oggi non ci fa considerare quello che sta succedendo nel Mediterraneo"

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