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Gestire le crisi negli enti del terzo settore

Per la prima volta in Italia un volume dedicato a ciò che un’organizzazione non profit deve sapere e fare per prevenire e gestire una crisi

FIRENZE — Come gestire una crisi all’interno di un ente non profit? In che modo un’associazione può prepararsi ad affrontare una situazione che ne minaccia reputazione, autorevolezza, credibilità e addirittura la sua stessa esistenza? Queste le domande al centro del volume di Stefano Martello, pubblicato da Cesvot nella collana “I Quaderni”, dal titolo La gestione della crisi negli enti del terzo settore. Dinamiche ricorrenti e possibili soluzioni".

Si tratta di un tema che in questi ultimi tempi è diventato di grande attualità, basti pensare al caso Oxfam, alle crisi di reputazione che hanno investito il mondo della cooperazione sociale o ai recenti attacchi di cui sono state oggetto le Ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo. Ma non ci sono solo i casi eclatanti. Come ricorda Stefano Martello, le crisi di reputazione possono investire ogni tipo di organizzazione non profit e generarsi in diversi modi: dal servizio giornalistico che getta un’ombra su un’attività o un progetto di una non profit all’inchiesta giudiziaria riguardante la gestione economica di una Onlus. Tutti eventi che oggi più che mai possono minacciare seriamente non solo la reputazione ma la vita stessa di una organizzazione, soprattuto se consideriamo che una situazione di crisi può essere amplificata e normemente dai social network. Ecco perché, sottolinea l’autore, è molto importante sorvegliare ed ascoltare tutti i segnali che possono aiutarci a prevenire e gestire una crisi, prima ancora che questa si manifesti.

Nel volume un importante capitolo è, infine, dedicato al tema delle “Litigation PR”. Anche in questo caso si tratta del primo approfondimento italiano. Ad oggi, infatti, nel nostro Paese questo tema è quasi inesistente, mentre rappresenta un’importante attività per ogni tipo di organizzazione, profit e non profit. Formalizzate negli Stati Uniti già negli anni ’80, le Litigation PR riguardano la gestione della reputazione di un singolo o di un’organizzazione nel momento in cui viene minacciata dal coinvolgimento in una controversia giudiziaria. In un processo di Litigation PR, oltre all’avvocato, gioca un ruolo cruciale il comunicatore: l’utilità della sua presenza si concretizza nell’intercettare quello che è “il sentire altrui che alimenta e implementa la costruzione e il consolidamento di un modello reputazionale - scrive Martello - rendendo il punto di vista della persona o dell’organizzazione rappresentata più accettabile e condiviso dall’opinione pubblica”. Un aspetto quest’ultimo senz’altro fondamentale anche per un ente del terzo settore.

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