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La banda dei giostrai terrore dei gioiellieri

Otto arresti dopo le indagini della polizia che hanno permesso di scoprire 12 colpi tra Firenze, Prato, Siena e Pisa. La base in un campo di giostrai

FIRENZE — Il loro era un lavoro meticoloso, ben studiato e ponderato. Addirittura sono arrivati a presentarsi a volto scoperto, fingendosi clienti, nei negozi da colpire per studiare la disposizione dei sistemi di allarme e di videosorveglianza. Insomma, dei professionisti che facevano questo di mestiere. 

Ora, dopo sei mesi serrati di indagini, gli uomini della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile hanno eseguito le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze. Otto in tutto gli arrestati, sei dei quali sono finiti in carcere. 

Tutto è iniziato con il furto messo a segno in un negozio di orafo vicino al Ponte Vecchio a Firenze nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 2014. In quel caso, i ladri hanno attraversato il giardino del museo diocesano della chiesa di Santo Stefano in Ponte e poi hanno schermato i sensori del sistema di allarme per entrare nei laboratori e portare via diverse decine di migliaia di euro di gioielli dalle casseforti. E' stato questo il primo colpo della lunga serie che, in pochi mesi, ha toccato anche Prato, Siena, San Giuliano Terme, Navacchio, Poggibonsi, fino a Corciano in Umbria. 

Un'accelerazione alle indagini è arrivata dopo la rapina commessa a Prato in un'altra gioielleria il 20 marzo 2015. I malviventi sono stati arrestati in flagrante poco dopo aver aggredito nel garage della sua casa un orefice a cui hanno portato via la borsa piena di gioielli. Il basista di quel colpo è uno degli otto uomini arrestati al termine delle indagini. 

Il lavoro della squadra mobile ha permesso di individuare nel campo dei giostrai vicino al viadotto dell'Indiano a Firenze la base operativa della banda: è lì che i colpi erano pianificati nei minimi dettagli prima dell'azione. I sequestri hanno fatto saltare fuori anche due carabine usate dai malviventi, tutte e due peraltro rubate. 

Quasi tutti gli arrestati sono già volti noti alle forze dell'ordine e per loro, ora, le condanne si preannunciano pesanti. 

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