Indietro

Mps, quell'intreccio tra interessi e politica

La Commissione d’inchiesta su Monte dei Paschi di Siena ha presentato le relazioni conclusive del proprio lavoro. Il mea culpa del Pd

FIRENZE — Quel groviglio armonioso tra interessi, responsabilità della politica, vertici del management e degli organismi di controllo che hanno portato al disastro della banca più antica d'Europa, la Monte dei Paschi di Siena, al centro delle due relazioni finali dalla commissione d'inchiesta del Consiglio regionale toscano. Queste alcune conclusioni alle quali sono giunte le opposizioni (M5s, Fi, Lega nord e Sì Toscana a sinistra) che compongono la commissione di inchiesta del Consiglio regionale toscano su Mps e i rapporti con la Regione Toscana, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5s). A conclusione dei lavori, la commissione ha stilato due diverse relazioni finali, che sono state presentate in Consiglio regionale: una delle opposizioni e una del Pd che nel relazione spiega che se la politica ha avuto responsabilità a vario titolo nella vicenda Mps il partito democratico non può nascondersi. 

"Noi abbiamo presentato - ha detto Leonardo Marras, vicepresidente della commissione - una relazione autonoma per prendercela tutte le responsabilità che ha il Pd e la sinistra, ma allo stesso tempo fare un'operazione di verità perché a Siena c'è sempre stato un consociativismo evidente ed esplicito". 

"Il nostro quindi – ha spiegato Leonardo Marras – è stato un giudizio severo, più asciutto rispetto a quello espresso nell’altra relazione, ma, crediamo, strettamente attinente al nostro ruolo. E volevamo anche mettere in evidenza che era giusto esprimere un punto di vista, un giudizio politico del Pd, che mai come in passato è stato così netto e chiaro. Le responsabilità del disastro che ha portato a dilapidare un patrimonio immenso, quello della banca, costruito attraverso secoli di storia, sono com’è noto attribuibili a più parti".

Se il cuore dell'inchiesta consiliare doveva essere l'intreccio tra banca e Regione il risultato dell'indagine prova come l'istituzione abbia un avuto un ruolo marginale se non del tutto influente. La storia del Monte dei Paschi, l’acquisizione di Antonveneta ed il problema dei crediti deteriorati, sotto il mirino della commissione che ha accertato la responsabilità della politica e dei vertici di Mps, ma non solo.

" Abbiamo accertato - ha detto Giacomo Giannarelli, presidente della commissione - la presenza dei poteri forti in determinate vicende che hanno contribuito al dissesto della Banca, come l'acquisizione di banca Antonveneta comprata a scatola chiusa con un'operazione indirizzata da poteri forti quale massoneria e Opus Dei, si scelse di sacrificare Mps per salvare la banca Santander di un banchiere vicino al Vaticano".

"La responsabilità - si legge ancora - è in capo a chi lo ha gestito negli ultimi 25 anni: i principali partiti del cosiddetto centrosinistra, Ds oggi Pd in testa, ma anche forze del cosiddetto centrodestra come il Pdl (specie nella sua componente ex Forza Italia legata a Denis Verdini)".

Proprio nella loro relazione finale le forze di opposizione sottolineano che "il disastro del Monte dei Paschi di Siena è un inno al non voler vedere, e rappresenta un punto di non ritorno dell''intero sistema bancario. A pagare il prezzo più alto anche questa volta saranno i cittadini".

Per Giannarelli "con le vicende Mps "il territorio toscano, oltre a perdere una sua banca, ha perso, secondo le nostre stime, 50 miliardi di ricchezza dal 1995, anno della privatizzazione dell'istituto a oggi". "Occorre che venga formata anche una commissione parlamentare di inchiesta, che avrebbe maggiori poteri della nostra", e giungere "alla nazionalizzazione di Mps con integrale tutela dei risparmiatori". Secondo Giannarelli, inoltre "servono una riforma della Banca d'Italia, della Consob e delle fondazioni bancarie, oltre al ripristino della separazione tra banche d'affari (d'investimento) e banche commerciali (credito e risparmio)"

Una relazione è stata sottoscritta dal presidente della commissione Giacomo Giannarelli del movimento 5 stelle, da Claudio Borghi (Lega Nord) e Tommaso Fattori (Si-Toscana a sinistra). L’altra è stata sottoscritta da Leonardo Marras (Pd). Tutti i commissari si sono astenuti sulla relazione che non hanno sottoscritto.

Videogallery

Richiedi sito desktop

Editore Toscana Media Channel srl - Via Masaccio, 161 - 50132 FIRENZE - tel 055.285829 - info@toscanamediachannel.it. TOSCANA MEDIA NEWS quotidiano on line registrato presso il Tribunale di Firenze al n. 5865 del 8.03.2012. Direttore responsabile Elisabetta Matini. Iscrizione ROC 22105 - C.F. e P.Iva 06207870483

Powered by Aperion.it