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Consip, Russo e Rignano, Donzelli chiede chiarezza

Interrogazione in Consiglio regionale su un finanziamento ricevuto dal sindaco di Rignano Lorenzini per la campagna elettorale delle regionali 2015

FIRENZE — Non si placa la tempesta politico-mediatica su Rignano sull'Arno, alimentata da sempre nuove rivelazioni intorno al'inchiesta sugli appalti Consip in cui il padre del segretario del Pd Matteo Renzi, Tiziano, è indagato per traffico di influenze illecite insieme all'amico faccendiere Carlo Russo (vedi articoli collegati).

Sabato scorso il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui l'attuale sindaco di Rignano, Daniele Lorenzini, ex fedelissimo di Renzi senior e candidato per un secondo mandato alle prossime amministrative con una lista civica dopo la rottura con il Pd, fornisce la sua versione dei fatti in merito a un finanziamento di circa diecimila euro ricevuto nel 2015 da una società romana tramite Carlo Russo e il Pd nazionale e toscano per la campagna elettorale delle regionali a cui era candidato nelle fila dei dem. La donazione liberale in denaro fu regolarmente registrata. Nei mesi successivi, stando al racconto di Lorenzini, il suo comitato elettorale avrebbe poi pagato alla società Eventi 6 che fa capo a Renzi padre una fattura da 10.400 euro per materiale e altri servizi di propaganda svolti durante la campagna. "Tutta la documentazione, compresa la delibera del cda dell'azienda romana - ha dichiarato al Corriere Lorenzini - è stata inviata alla Corte di Appello".

Sulla vicenda il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale del partito di Giorgia Meloni, ha presentato un'interrogazione in Consiglio regionale.

"Se questo meccanismo di passaggio di denaro fra il Partito democratico e la Eventi 6 fosse accertato sarebbe un fatto gravissimo - sottolinea Donzelli in una nota - Ci auguriamo che le indagini facciano chiarezza sulla base dei documenti che avrebbe consegnato lo stesso Lorenzini in Procura".

Quando la notizia dell'interrogazione è stata pubblicata, la società Eventi 6 ha dato mandato all''avvocato Luca Mirco di intentare una causa di risarcimento danni nei confronti del consigliere Donzelli. 

"Speriamo che questa volta - scrive l'avvocato Mirco in una nota - Donzelli rinunci al suo privilegio e alla sua immunità decidendo di dimostrare nei fatti e nelle sedi a ciò deputate la veridicità di quanto detto".

Nei mesi scorsi Donzelli ha già presentato un'altra interrogazione per chiedere notizie sulla destinazione di circa 80mila euro che, stando ad alcune intercettazioni telefoniche, Carlo Russo chiese di destinare alla campagna elettorale per le regionali in Toscana all'unico arrestato nel corso dell'inchiesta Consip, l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo.

La rottura fra Lorenzini, Tiziano Renzi e il Pd risale ai primi di marzo, pochi giorni dopo che il sindaco fu interrogato come persona informata dei fatti dai pm dell'inchiesta Consip in merito a una delle fughe di notizie che costellano l'indagine. Rispondendo alle domande dei pm, il primo cittadino riferì che nell'ottobre 2016, nel corso di una cena a casa di Renzi padre, sentì con le proprie orecchie il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia mettere in guardia Tiziano Renzi dalla frequentazione di certe persone, pur senza comprenderne il nome.

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