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Cave, la Regione cambia verso

Via libera del Consiglio regionale alle risoluzioni di Pd e Lega sul piano della Giunta che stabilisce nuove norme per la gestione dei siti estrattivi

FIRENZE — Il piano cave presentato dall'assessore Vincenzo Ceccarelli in Consiglio regionale rivede il sistema di pianificazione del 1998, secondo il quale i piani regionali dovevano contenere gli indirizzi di riferimento per gli atti di pianificazione delle Province e dei Comuni. Nel nuovo sistema, "la Regione assume un ruolo maggiore in sede di pianificazione”. In altre parole viene ridisegnato il sistema di gestione dei siti estrattivi e sempre alla Regione viene attribuito il “ruolo di garantire una visione di insieme che dia regole univoche per il corretto uso delle risorse minerarie”. 

Sono tre, in sostanza, gli obiettivi del Piano definiti “pilastri fondanti delle politiche del settore”. Il primo, l’approvvigionamento sostenibile e la tutela delle risorse minerarie, persegue l’autosufficienza locale anche per ridurre la dipendenza dalle importazioni e tagliare oneri e rischi ambientali. Il secondo, la sostenibilità ambientale e territoriale, minimizza gli impatti che possono derivare dalle attività estrattive attraverso l’impiego di materiali recuperabili. L’ultimo, la sostenibilità economica e sociale, valorizza le filiere produttive locali anche attraverso la promozione di prodotti lapidei ecosostenibili.

Le risorse da attivare sono 150mila euro per il 2016, cui si aggiungeranno 100mila per il 2017 e altre 100mila per il 2018.

Dopo il dibattito in aula sul piano, il Consiglio regionale ha approvato due risoluzioni, una del Pd e l’altra della Lega Nord. Il documento del Pd, che vede come primo firmatario il capogruppo Leonardo Marras, impegna la Giunta a portare avanti l’elaborazione del Piano regionale con “opportuni passaggi di confronto e partecipazione con i soggetti istituzionali interessati e le comunità locali di riferimento”. 

Il testo della Lega Nord, sottoscritto da tutti i consiglieri con prima firmataria Elisa Montemagni, impegna la Giunta a “elaborare la versione finale del Piano solo dopo aver eseguito i necessari passaggi partecipativi con i soggetti istituzionali interessati, le comunità locali e le aziende di settore, coinvolgendo in questo modo tutti gli stakeholders del panorama estrattivo e permettendone l’interazione con il Consiglio regionale attraverso momenti di confronto, anche sul piano tecnico, con la commissione consiliare competente”.

Altre due risoluzioni del M5s e di Sì Toscana a Sinistra, sono state respinte. 

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