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Decreto Covid, stop per 650mila lavoratori toscani

foto di Franco Bonciani

La chiusura delle imprese ritenute non essenziali dal decreto anti-virus del governo fa perdere alla Toscana 800 milioni di euro di Pil alla settimana

FIRENZE — Il decreto per il contenimento dell'epidemia di Covid-19 varato dal governo domenica scorsa ha costretto alla chiusura circa un terzo delle imprese esistenti in Toscana, costringendo a restare a casa 650mila lavoratori (il 41 per cento del totale), di cui 430mila dipendenti e 220mila autonomi con partita Iva. Si produce così una perdita per il prodotto interno lordo della regione di 800 milioni di euro alla settimana. E se tutti coloro che non possono lavorare potessero accedere alla Cig in deroga, il costo settimanale sarebbe di 140 milioni di euro.

I dati, drammatici per migliaia di cittadini e di famiglie toscane, sono evidnziati in uno studio dell'Irpef diffuso dalla Regione.

Nel complesso i settori più penalizzati sono, oltre a quelli alberghiero, della ristorazione e degli altri servizi (che comprendono le attività artistiche e di divertimento e le attività sportive), il comparto estrattivo, quello manifatturiero (che è coinvolto per oltre la metà di suoi addetti) e le costruzioni. 

Nella tabella qui sotto il numero dei lavoratori impiegati nelle imprese ritenute non essenziali, in quelle essenziali settore per settore, con la percentuale del peso di questi costretti a restare a casa sul totale.

"E' possibile che alcune imprese inserite nei settori non essenziali possano successivamente rientrarvi se fanno parte di filiere produttive che invece lo sono, così come non è detto che i settori essenziali siano in grado di conservare tutta l’occupazione attuale - spiega il direttore dell'Irpet Stefano Casini Benvenuti - Se però questi numeri venissero confermati dai comportamenti degli operatori e i lavoratori delle imprese costrette alla chiusura fossero tutti messi in cassa integrazione in deroga, il costo settimanale sarebbe di circa 140 milioni di euro".

Con il decreto di domenica scorsa, il governo ha stanziato per la Cil in deroga tre miliardi di euro su scala nazionale ma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ritiene che questa cifra sia insufficiente e quindi chiede di incrementarla.

"Per affrontare il panico crescente - spiega Rossi - non vedo altra strada che quella di iniettare risorse aggiuntive per la cassa integrazione in deroga, indispensabili quanto la sicurezza sui luoghi di lavoro". 

Anche perchè la sofferenza dell'economia toscana e italiana non si risolverà seduta stante dopo la fase più acuta dell'emergenza sanitaria. Non occorre essere esperti di economia per intuire che la ripresa sarà graduale e non in tempi brevi. 

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