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Duccio, Rossi chiede la chiusura dei campi rom

Bandiera della Regione listata a lutto dopo la morte dello scooterista travolto da un'auto nel corso di un regolamento di conti fra rom

FIRENZE — Da questa mattina, su indicazione del presidente Enrico Rossi, la bandiera della Regione Toscana appesa alla facciata di palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta, è listata a lutto per la morte di Duccio Dini. Si tratta del giovane deceduto in un incidente stradale avvenuto domenica scorsa a Firenze durante un inseguimento punitivo fra rom: Duccio stava andando al lavoro ed è stato travolto da una delle auto dei rom mentre era fermo a un semaforo di via Canova in attesa del verde (vedi qui sotto gli articoli collegati). Aveva 29 anni. Il sindaco Dario Nardella ha decretato il lutto cittadino per il giorno dei suoi funerali.

Sulla tragedia è intervenuto il governatore Rossi, chiedendo la chiusura dei campi rom e l'istituzione dei poliziotti di quartiere.

"Ora è il momento del dolore e della vicinanza alla famiglia di Duccio - ha dichiarato il governatore Rossi in una nota - Nessuno potrà mai restituire Duccio all'affetto dei suoi cari, la morte rende muti e pone interrogativi senza risposta costringendoci a riflettere sulla fragilità e sulla incompiutezza del nostro impegno quotidiano. Assieme al sentimento del dolore e della vulnerabilità, si impone per tutti il dovere di una reazione, umana e ragionata. La fine di Duccio non è una mera fatalità".

"La rabbia e la protesta dei cittadini, dei commercianti, delle famiglie, del quartiere e di chi conosceva il giovane che è morto mentre si recava a lavoro, nel centro della sua città, è comprensibile ma non può tradursi in vendetta - prosegue Rossi - Esiste una grande questione, che dobbiamo affrontare immediatamente. Riguarda la sicurezza dei cittadini e la presenza dello Stato nel territorio. È inaccettabile che una faida familiare, in una comunità dove si scontano precedenti per rissa, spaccio, sfruttamento della prostituzione, possa sfociare in una guerriglia urbana, che toglie la vita a un giovane.I campi rom devono essere smantellati con soluzioni abitative alternative e deve essere favorita l'integrazione di chi è per bene. I criminali devono essere assicurati alla giustizia e devono pagare. Nessuna vendetta e nessuna discriminazione però è accettabile. Qualche settimane fa a Follonica un italiano ha ucciso un commerciante e ferito una passante con modalità mafiose".

"La Toscana non è un'isola felice ed è attraversata da tutte le contraddizioni e i problemi del nostro paese e del nostro tempo - ha scritto ancora il presidente della Regione - La via giusta è quella di perseguire la strada dell'accoglienza, dell'integrazione e del rispetto della legge. Aggiungere alla drammaticità dei problemi che viviamo l'odio razziale trasformerebbe la nostra regione in un far west, come abbiamo visto accadere, anche di recente, nella tragedia di Piazza Dalmazia del 2011".

"Per questo avevo avanzato la proposta di istituire i poliziotti di quartiere, per presidiare il territorio e assicurare il pieno controllo delle città da parte dello Stato. Una proposta che intendo rilanciare - conclude Rossi - Per questo penso che il tema della chiusura dei campi, individuando soluzioni alternative, debba vederci ancora più impegnati. Sono queste le iniziative nelle quali la Regione, assieme ai sindaci, deve intensificare il proprio lavoro".


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