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Violenze a lezione di Corano, a casa gli indagati

Il gip del tribunale di Pisa ha disposto la revoca degli arresti cautelari - due in carcere e uno ai domiciliari - per i tre maestri senegalesi

SANTA CROCE SULL'ARNO — Non c'è pericolo né della reiterazione del reato - il doposcuola è stato chiuso subito dopo il blitz della polizia del 14 giugno (Bimbi picchiati perché imparassero il Corano) - né di inquinamento delle prove, perché gli inquirenti hanno in mano i filmati delle telecamere nascoste, piazzate nel doposcuola dopo una segnalazione a Telefono Azzurro.

Per questo il gip del tribunale di Pisa ha accolto l'istanza del difensore dei tre indagati, disponendo la revoca della misure cautelari eseguite in precedenza, per due in carcere e per il terzo ai domiciliari.

L'indagine è per maltrattamenti aggravati su minori. I tre, un "maestro" e due assistenti, avrebbero colpito con delle mazze alcuni bambini del doposcuola, promosso da un'associazione senegalese, per "spronarli" ad imparare i versetti del Corano. Le persone coinvolte sono tutte senegalesi, i bambini hanno età comprese fra i 7 e i 17 anni. 

Contestualmente il gip ha disposto, per i tre indagati, il divieto di avvicinamento ai minori coinvolti. 

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