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Consip, indagato il presidente Luigi Ferrara

Luigi Ferrara - foto Consip

Dimissionario da ieri, Ferrara è accusato di aver fornito false informazioni ai pm. Era stato interrogato venerdì scorso. Caos mozioni in Senato

ROMA — La notizia che il presidente dimissionario della Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, è indagato nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su alcuni appalti è stata diffusa dall'agenzia Ansa.

Ferrara era stato ascoltato dagli inquirenti in veste di testimone pochi giorni fa e in quella sede avrebbe ritrattato quanto dichiarato nei mesi scorsi. La procura avrebbe quindi deciso di iscriverlo nel registro degli indagati per aver fornito false informazioni.

Al centro delle indagini sulla Consip ci sono episodi di corruzione e turbativa d'asta in alcune gare (vedi qui sotto gli articoli collegati). Finora è finito in carcere con l'accusa di corruzione Alfredo Romeo, imprenditore napoletano che sarà processato in autunno insieme a Marco Gasparri, il funzionario dell'ente che ha confessato di aver incassato da Romeo centomila euro in due anni per fornigli informazioni sui bandi.

Ferrara è stato invece indagato nel filone d'inchiesta sulle fughe di notizie che hanno costellato e ostacolato il lavoro degli inquirenti. Il testimone chiave è l'amministratore delegato della Consip Luigi Marroni che ha dichiarato a più riprese di aver saputo dell'esistenza di un'indagine sulle gare fin dall'estate 2016 e da quattro persone diverse. Fra queste c'era anche Luigi Ferrara. Le altre sono il ministro dello sport Luca Lotti, il generale dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia e il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni.

La notizia che Ferrara non è più un testimone bensì un indagato arriva il giorno dopo le sue dimissioni, rassegnate insieme a quelle della consigliera Marialaura Ferrigno. Poichè il consiglio di amministrazione della Consip è formato da tre membri, di fatto l'organo è decaduto. Dal punto di vista procedurale, resta in carica l'ad Marroni ma solo per convocare il prima possibile l'assemblea dei soci che dovrà nominare i nuovi vertici. Assecondando finalmente quanto richiesto dal marzo scorso da più di settanta senatori di varie forze politiche che hanno sottoscritto la mozione presentata dal gruppo Idea per chiedere l'azzeramento dei vertici della Consip.

"Ferrara e Ferrigno si sono dimessi per non indebolire il lavoro prezioso di Consip - ha commentato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan - Quello che ha accellerato al situazione è la legittima mozione del Parlamento. Quindi, venendo incontro al segnale politico, ma ribadendo la difesa della Consip, è stato deciso da parte del mio ministero di accellerare il ricambio".

La mozione del gruppo Idea è in calendario al Senato per martedì prossimo, 20 giugno. Un passaggio in aula talmente rischioso dal punto di vista politico che il gruppo del Pd a Palazzo  Madama ha cercato di neutralizzarlo presentando a sua volta una mozione che chiede il rinnovo del cda Consip. Ventiquattr'ore dopo, a scanso di bocciature in sede di votazione, sono arrivate anche le dimissioni di Ferrara e Ferrigno. Ma secondo i parlamentari di Idea non è detto che pregiudichino il voto in aula.

"Il fatto che un presidente e un consigliere si sono dimessi non ha scongiurato il voto della nostra mozione in Senato" ha dichiarato il senatore di Idea Andrea Augello.

"Abbiamo calendarizzato la discussione della mozione del gruppo di Idea e di altre sulla Consip per martedì alle 11 - ha confermato il presidente del Senato Pietro Grasso - Sarà quello il momento di capire come andare avanti".

Per la cronaca, nell'inchiesta Consip il ministro Luca Lotti è indagato per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento mentre Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd Matteo, è accusato di traffico di influenze illecite (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Entrambi hanno sempre respinto ogni addebito.

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