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Cittadini o sudditi? Educare ai valori con i media

Un convegno, organizzato dalla Commissione Episcopale Toscana, per riflettere sugli aspetti constituzionali, filosofici e sociologici dei media oggi

FIRENZE — Il Convegno è stato aperto dal Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana e da Antonello Giacomelli, Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico che ha la delega di Governo per le materie inerenti ai media.

Antonello Giacomelli ha sottolineato l'importanza di questo convegno che "si propone di misurare l'impatto sulla persona che ha l'informazione, cioè se ci rende liberi o se ci trasforma in sudditi con un pensiero unico, - continua Giacomelli - io credo che il ruolo della comunicazione è decisivo rispetto a questo. La comunicazione riesce a trasmettere la consapevolezza della complessità delle cose della vita allora ci rende consapevoli e più cittadini, per far questo ci vuole libertà e indipendenza per chi fa informazione”.

Presente anche l’Arcivescovo Riccardo Fontana, Delegato della Conferenza Episcopale Toscana per la Cultura e le Comunicazioni Sociali, che ha sottolineato: “L’incontro, che è il primo di questo genere organizzato dai Vescovi Toscani, ha trovato un largo consenso tra gli esperti della materia. Il tema è stato affrontato da un insieme di specialisti nei suoi aspetti costituzionali, filosofici e sociologici con l’ausilio di relatori di alto profilo. La giornata di studio ha visto riuniti i responsabili dei sistemi mediatici delle diocesi Toscane, ma anche un grande numero di giornalisti, interessati per ragioni di cultura al tema prescelto, che è di particolare attualità in questo momento”. “La chiesa guarda al futuro noi siamo dentro il mondo della comunicazione. Comunicare è della stessa radice di comunione e non si può unire le persone senza la comunicazione.” Ha concluso l'Arcivescovo Riccardo Fontana.

La prima sessione, dedicata alla dimensione istituzionale, ha visto gli interventi del presidente della Corte costituzionale, Ugo De Siervo, Claudio Cappon, Marco Tarquinio il direttore di Avvenire. Un modo per riflettere, in relazione al ruolo e al compito dei media, sulle indicazioni contenute nella carta costituzionale in relazione alla costruzione e alla tutela della cittadinanza dal punto di vista educativo e su quali scelte politiche e istituzionali siano ancora da compiere per poterle effettivamente mettere in atto.

Nella seconda sessione si è parlato della dimensione etica, a cui hanno partecipato Mariano Bianca, il vicedirettore di Radio Rai Sergio Valzania, il direttore di Tv200 Paolo Ruffini, e Pier Domenico Garrone fondatore de Il comunicatore italiano, che hanno allargato lo sguardo sui fondamenti teoretici di un progetto educativo degno di questo nome: il valore e il primato dell’educazione, la natura eminentemente “culturale” della persona umana, la sfida della trasmissione del sapere al di là di un livello meramente informativo, la coscienza che la formazione dei cittadini è elemento irrinunciabile di ogni progetto democratico.

Poi altro tema trattato durante il convegno, la dimensione sociologica, con Chiara Giaccardi, Carlo Sorrentino, don Antonio Sciortino il direttore di Famiglia Cristiana, Lucio Brunellin. Qui i relatori si sono concentrati sui risvolti antropologici e sociologici dell’attuale sistema mediatico, sulle derive che esso rischia di produrre e già produce, così come sulle opportunità che mette a nostra disposizione e che attendono di essere valorizzate nel quadro di una prospettiva condivisa e fondata su una visione convintamente umanistica. Una particolare attenzione merita il mondo dei social e, più in generale, l’impatto che Internet 2.0 ha sulla realtà sociale.

"Di fatto - spiegano gli organizzatori -, proprio quando si prova a misurare l’influenza che il sistema mediatico ha sul percorso formativo dei nostri contemporanei, la domanda sulla cittadinanza, vale a dire sulla tutela dei diritti dell’individuo, sugli strumenti messi in atto per realizzarla, sui principi di fondo che ispirano la comunicazione globale, si fa radicale e ineludibile". "Un percorso di significativa consistenza formativa - concludono gli organizzatori - che permetterà ai partecipanti di mettere a fuoco le questioni cruciali di una possibile educazione alla cittadinanza anche attraverso i media".

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