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INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

Mario Madiai : un autentico poeta della pittura

Foto di: Zanzara Mug

. — Mario Madiai : un autentico poeta della pittura

Barga - Abbiamo incontrato Mario Madiai all’apertura della sua mostra “ Unicamente in due” che è stata ospitata in via del Pretorio ,4 nello studio – opera della figlia Giorgia Madiai, artista poliedrica che lavora in bilico tra pittura, installazioni, performance e fotografia.

Mario Madiai nel suo cammino artistico ha attraversato nuclei tematici differenti : dai paesaggi toscani alle rose, dai girasoli alle nature morte, da visioni di città alle storie di Pinocchio, da stagioni figurative ad opere più informali, ma il filo rosso che lega le sue opere e la sua creatività è l’autenticità dell’uomo, vero sognatore ad occhi aperti, sperimentatore di tecniche diverse per arrivare a dare un’emozione autentica a noi spettatori.

In questo spazio di grande suggestione Mario Madiai ha esposto una serie di opere su cartone che guardano al mondo dei graffitari, delle pareti, del teatro. Madiai ha ritratto di spalle alcuni personaggi barghigiani ( gli artisti Keane e Fabrizio Da Prato, ma anche la figlia Giorgia e alcuni bambini) sorpresi nell’atto di scrivere su una parete. Ha poi chiesto ai protagonisti raffigurati di intervenire essi stessi sull’opera, realizzando personalmente il loro graffito.

Ci puoi spiegare la tua ultima operazione artistica e quali ragioni ti hanno portato a Barga, in questo luogo molto bello e suggestivo ?

“Sono sempre stato attratto dalla collaborazione con altri artisti, è importante realizzare un lavoro con interventi pittorici diversi, ad esempio nella musica è normale suonare in due, in tre o addirittura con un’ intera orchestra per raggiungere un risultato più articolato e complesso. Anche in pittura si può compiere un’operazione analoga, sono affascinato che il mio lavoro possa diventare stimolo per gli altri. Ho dipinto degli artisti o dei bambini nell’atto di dipingere, io realizzo la figura ed il fondo, poi il personaggio rappresentato deve intervenire egli stesso nell’opera con le proprie emozioni e con i propri disegni in una specie di “opera aperta”. Barga è poi un luogo caro, molto bello e sono molto legato alle persone e alle pietre di questo piccolo borgo pieno di magia e storia. “

Sei uno degli artisti più importanti nel panorama artistico italiano e recentemente hai realizzato un’importante mostra in Portogallo nella città di Ponte De Sor con il Festival “Sete Sòis Sete Luas”. Ci puoi parlare di questa esperienza ?

E’ stata una mostra molto importante, poi all’estero ti confronti con artisti e persone che sono lontani da te, che provengono da mondi diversi. Sono occasioni per crescere ed aprirsi a nuove esperienze, un principio fondante del mio lavoro è quello di non smettere mai di ricercare, essere curioso, osservare gli altri.

Ho visto recentemente dei dipinti molto belli dedicati a Pinocchio, poi continui anche il ciclo delle rose che diventa quasi un manifesto poetico del tuo lavoro. Come concili, nel tuo universo pittorico, temi e tecniche così diverse ed apparentemente lontane.

Lavorando tutti i giorni e molte ore al giorno sento la necessità di variare temi e tecnica, non potrei lavorare sempre ad un unico soggetto. Ho la necessità di partire da elementi diversi e di variare tecnicamente il mio lavoro, sperimentando processi compositivi sempre nuovi. Inoltre il fattore temporale cambia le cose: il Pinocchio di oggi è molto differente da quello che dipingevo negli anni ottanta ed anche le rose sono diventate altre rose, cambia la tecnica e lo stile. Sono un’artista in continua evoluzione e che cerca nuove motivazioni per andare avanti, un’artista che opera in una continuità profondamente discontinua. Sono sempre alla ricerca di suggestioni e visioni differenti, tento di andare oltre la tela per conoscere e sentire la profondità delle cose.

Tra i tuoi progetti futuri c’è un nuovo viaggio in luoghi lontani. Precisamente in una delle isole di Capo Verde dove, sempre su richiesta del Festival “ Sete Sòis Sete Luas”, dovrai realizzare un grande murale. Come ti prepari a questa nuova avventura ?

La cosa che mi affascina è quella di realizzare una grande opera per uno spazio pubblico. Ho già realizzato grandi murali sopratutto in Italia: in Abruzzo, in Sardegna e in Toscana a Collodi. Non sono un grande esperto della tecnica dell’affresco e questa lavoro a Capo Verde mi offre l’occasione per sperimentare nuove tecniche e soggetti. Forse ripeterò, sviluppandola in grandi dimensioni, l’idea che alla base dei miei dipinti presentati a Barga. Chiederò a dei ragazzi dell’isola di posare per un mio dipinto e poi d’intervenire successivamente, con un proprio lavoro, nello spazio da me dipinto, ma che lascio a disposizione per loro. L’idea è quella di costruire un’opera ed un lavoro insieme, con più voci e segni che s’incontrano sulla parete del murale. Forse poi quando arriverò sull’isola cambierò idea, perché l’arte è sempre imprevedibile ed è sempre pronta ad ascoltare nuove voci e suggestioni che arrivano all’improvviso, in un modo a volte misterioso. E’ qui la forza e la bellezza della vera arte.

Riccardo Ferrucci

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