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DIRITTO PER TUTTI — il Blog di Guglielmo Mossuto

Guglielmo Mossuto

L'avvocato Guglielmo Mossuto svolge da 20 anni la sua attività professionale su tutto il territorio nazionale. Negli anni ha maturato esperienza in ogni settore di diritto civile, penale e del lavoro, offrendo un'assistenza completa e specializzata. Iscritto anche all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, per anni ha curato rubriche di news legali su emittenti radiofoniche ed ha partecipato a numerose trasmissioni televisive su Rai1. Famoso è il suo gruppo Facebook “aiutoavvocato” www.avvocatofirenze.net

Autovelox, requisiti di validità

. — I presupposti per la validità del verbale

Le multe irrogate per eccesso di velocità mediante autovelox sono valide solo se la presenza della postazione fissa è stata accuratamente segnalata prima di raggiungere il dispositivo.

In particolare i segnali stradali devono essere installati in maniera tale da garantire il tempestivo avvistamento del dispositivo, in base allo stato dei luoghi.

Tra il segnale e il dispositivo non devono intercorrere più di quattro chilometri e il segnale potrà assumere qualsiasi forma purchè risulti idoneo e comunque visibile.

Le caratteristiche delle strade urbane

Con sentenza del 12 febbraio 2019 la Corte di Cassazione aveva chiarito quali fossero i requisiti minimi che una strada urbana doveva presentare perchè la multa irrogata fosse valida.

Il caso di specie riguardava un'automobilista “fotografata” da un dispositivo installato in Viale Leonardo da Vinci a Prato.

Dal combinato disposto degli artt. 2 del Codice della Strada e dell'art. 4 del D.L. 121/2002 emergono infatti le caratteristiche che una strada deve presentare per essere individuata quale strada urbana a scorrimento, qualifica necessaria per il posizionamento dell'autovelox.

In particolare le strade urbane di scorrimento devono presentare “carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia ed un'eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate”.

Il caso dell'autovelox di Viale Etruria a Firenze

Recentemente la Cassazione ha dichiarato in maniera definitiva che Viale Etruria non presenta le caratteristica di una strada urbana di scorrimento.

In particolare la Suprema Corte, con la sentenza n. 16622 del 20 giugno 2019 ha individuato nella banchina esterna alla careggiata l'elemento critico. Tale banchina infatti sembra essere improvvisata e del tutto inidonea a ad accogliere pedoni o a consentire la sosta di emergenza considerato l'intenso flusso di veicoli.

Tale sentenza ha portato a rivedere la validità di tutti gli autovelox installati in città tanto che associazioni di consumatori hanno già chiesto la disattivazione di quelli installati in Viale Gramsci, Viale Lavagnini, Viale Matteotti e, appunto, Viale Etruria.

Difficile ad oggi immaginare quale sarà la posizione del Comune su tale problematica anche perchè gli autovelox portano ingenti somme nella casse municipali.

Si pensi infatti che nel solo anno 2018 il Comune di Firenze ha incassato circa 17 milioni di euro emettendo poco più di 150.000 multe. Di tali multe, quasi 100.000 sono state irrogate a seguito di violazioni rilevate proprio dai due autovelox gemelli di Viale Etruria.

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