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Artigianato toscano, la svolta, finalmente

Dopo un 2016 di assestamento, il 2017 sembra destinato a costituire l'anno della ripresa per le aziende artigiane secondo l'ultimo rapporto Ebret

FIRENZE — Il terzo rapporto economico sul settore artigiano, promosso dall’Ente Bilaterale dell’Artigianato Toscano (Ebret) e presentato dal presidente Ciro Recce e dai ricercatori dell’Osservatorio Imprese Artigiane, testimonia il ritorno alla crescita del comparto, anche se permangono alcune criticità.

Volgono infatti in positivo alcuni dei principali indicatori rilevati presso le imprese, in primo luogo il fatturato che, dopo le diminuzioni del 2015 (-2,0%) e del 2016 (-0,4%), crescerà del 2,4% nell’anno in corso (2017) in base alle previsioni formulate dagli imprenditori.

Dati positivi anche sul fronte dell'occupazione. Dopo aver chiuso il 2016 con una contrazione degli addetti pari allo 0,4 per cento (-0,6% nei settori manifatturieri, +0,2% nel terziario), fa segnare un’inversione di tendenza già nella prima parte del 2017 che, per quanto di modesta entità (+0,3% il dato di marzo), appare destinata a consolidarsi nelle aspettative degli imprenditori artigiani (+1,0% le previsioni per l’intero 2017).

Il processo di accumulazione del capitale si sta poi rafforzando: la quota di aziende artigiane che alla fine del 2017 avrà aumentato la propria spesa per investimenti è infatti pari al 19%, mentre solo l’8% ne prevede una nuova riduzione.

I processi di investimento sono del resto sostenuti da un mercato del credito che, nel 2017, sembra confermare gli spunti di miglioramento già intravisti nel 2016: sulla base dei dati forniti da Artigiancredito Toscano, nei primi sei mesi del 2017 si è infatti registrato un incremento del 5,2% delle operazioni garantite dal Consorzio, proseguendo nel recupero già evidenziatosi nel corso del 2016. Tale incremento ha interessato operazioni sia a breve termine sia, soprattutto, a lungo termine (+16,5%), tipicamente legate al finanziamento di investimenti. Anche gli indicatori relativi alla qualità del credito fanno registrare una dinamica favorevole, con una diminuzione del tasso di ingresso in deterioramento. Meno favorevole è invece la dinamica dello stock dei prestiti che, sulla base dei dati resi disponibili dalla Banca d’Italia, risultano ancora in territorio negativo (-4,6% la variazione tendenziale di giugno 2017).

Il miglioramento rilevato negli indicatori rilevati presso le imprese artigiane è del resto sostenuto da condizioni di contesto maggiormente favorevoli rispetto al recente passato. Nonostante lo scenario globale sia ancora caratterizzato da elementi di incertezza, si assiste infatti ad un’accelerazione dell’economia mondiale e del commercio internazionale, fattori che favoriscono in particolare le imprese esportatrici e le aziende inserite in filiere orientate ai mercati esteri.

Ma anche dal fronte interno giungono segnali positivi, particolarmente importanti per imprese che – come quelle artigiane – si rivolgono ad un mercato prevalentemente locale. L’economia italiana si è infatti portata su ritmi di crescita prossimi al 2%, ed anche gli indicatori al momento disponibili per la Toscana mostrano un rafforzamento della ripresa, con un export in crescita dell’8,8% nei primi sei mesi del 2017 ed un incremento dell’occupazione pari all’1,7% nello stesso periodo di riferimento.

Se il quadro congiunturale appare pertanto essersi rasserenato, nel complesso, anche per le imprese artigiane, non mancano tuttavia alcuni “coni d’ombra”, come anticipato, della ripresa in corso.

In primo luogo, il ritorno alla crescita dell’artigianato si manifesta con notevole ritardo rispetto ad altri segmenti produttivi del tessuto economico regionale – per la Toscana nel suo insieme l’andamento del pil è tornato in positivo già nel 2014 – per il permanere di fattori di debolezza strutturale. Questi riguardano soprattutto le aziende artigiane più piccole, per le quali si continuano infatti a registrare risultati negativi.

In secondo luogo, si osserva una nuova flessione degli indicatori relativi alla demografia delle imprese artigiane, a testimoniare che – malgrado l’avvio di una fase di ripresa congiunturale – il processo di selezione imprenditoriale innescato dalla crisi degli ultimi anni non si è ancora esaurito, soprattutto per quelle aziende che non hanno adeguato il proprio modello imprenditoriale al nuovo scenario competitivo.

Il recupero dell’attività di investimento, infine, si inserisce in una dinamica di lungo periodo che ha visto un crollo drammatico della stessa, come testimonia anche la diminuzione delle operazioni a medio/lungo termine garantite da Artigiancredito Toscano (-60% fra il 2010 e il 2016); il recupero della propensione ad investire resta dunque su livelli storicamente molto bassi e sembra comunque destinata a finanziare soprattutto la sostituzione di macchinari diventati obsoleti per il ripetuto rinvio nel tempo delle decisioni inerenti al rinnovo degli impianti e delle attrezzature produttive.

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