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Sentenza choc per una guardia giurata

Dopo aver lavorato 14 giorni di fila l'uomo era stato richiamato in servizio anche nel giorno libero. Al suo rifiuto l'azienda lo ha licenziato

AREZZO — Questo è quanto accaduto a una guardia giurata di Arezzo che ha perso il lavoro e che, come se non bastasse, ha visto pure respinto il ricorso che aveva fatto davanti al Tribunale del Lavoro di Arezzo contro la decisione.

La notizia è stata resa nota dalla Uiltucs Toscana, il sindacato Uil delle categorie turismo, commercio e servizio, che in una nota commenta: "Le cose non sono andate come sperato: la sentenza è di quelle che lasciano l'amaro in bocca. Anche perché segna un precedente per niente rassicurante per i lavoratori della vigilanza".

"La sentenza ha confermato il licenziamento sulla base - si legge nel testo - della norma contrattuale che attribuisce al datore di lavoro la facoltà, nell'ambito dei propri poteri organizzativi, di chiamare in servizio il lavoratore in riposo settimanale, al quale corrisponde l'obbligo del lavoratore di adempiere''. 

A niente è servito quindi che il lavoratore, per giustificare il rifiuto opposto alla richiesta di lavorare, abbia invocato ''la mancata rappresentazione dell'urgenza del servizio richiesto da parte datoriale''

"Tale dato di fatto - spiega il giudice - non è richiesto dalla previsione contrattuale, imperniata sulla diversa esigenza di non esporre i beni pubblici o privati oggetto di vigilanza a gravi rischi''.

A niente, anche, è servita la dichiarazione che, come è chiaramente intuibile, non sia per niente prudente lavorare 14 giorni consecutivi per chi è impiegato in questo specifico settore. L'attività di vigilanza, proprio per sua natura, necessita che il lavoratore abbia un livello di attenzione - con la conseguente garanzia di sicurezza per lui e per gli altri - molto elevato.

"E' essenziale che svolga regolarmente i riposi - commenta la Uiltucs - La sicurezza, di certo, è maggiormente garantita se si svolgono orari equi e se le guardie giurate non sono esposte a stress eccesivi subendo, come troppo spesso accade, turni da incubo. Infatti gli orari, in alcuni casi, si traducono in tour del force senza neanche il rispetto del riposo minimo garantito''.

E' contro questa scelta di non tenere conto del ruolo specifico della guardia giurata che si scaglia la Uiltucs e che porta, nel caso specifico, alla denuncia di una sentenza che, lo stesso segretario provinciale di Arezzo Diego Loreto non esita a definire ''paradossale e assurda''

'Si tratta - afferma il segretario generale della Toscana Marco Conficconi facendo eco a Loreto - di un licenziamento per ingiusta causa, altro che giusta causa. E' una sentenza che segna un precedente gravissimo''.

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