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Udienza Banca Etruria, il tribunale è una fortezza

Protesta di risparmiatori e giornalisti tenuti a distanza nel giorno dell'udienza preliminare sul crac. Parti civili rinviate al 2 novembre

AREZZO — Dovranno attendere il prossimo 2 novembre, data fissata per la prossima udienza dal gup del Tribunale di Arezzo Giampiero Borraccia, le oltre 2.500 parti civili nel processo sul crac di Banca Etruria che vede coinvolti ventidue ex amministratori e sindaci revisori. Tra loro anche gli ex presidenti Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi. Alla folta schiera di soggetti che si sono costituiti parti civili, la gran maggioranza piccoli risparmiatori, si sono aggiunti proprio oggi i Comuni di Arezzo e Castiglion Fiorentino e il liquidatore Giuseppe Santoni per i danni subiti dalla banca. Nel corso dell'udienza il giudice ha in compenso dato il via libera alla riunificazione dei diversi filoni dell'inchiesta che riguardano la bancarotta, la bancarotta bis e i sindaci revisori. 

Il tutto mentre fuori dal Tribunale andava in scena la protesta di una quarantina di risparmiatori a cui si sono aggiunti i giornalisti, tenuti al di fuori del perimetro del palazzo di giustizia e lontani anche dagli stessi risparmiatori. Una situazione denunciata dai cronisti per voce dell'Ordine dei Giornalisti che in una nota ha voluto ribadire "quanto le disposizioni del codice di procedura penale siano anacronistiche e penalizzanti per i cittadini, visto che i giornalisti sono tenuti a distanza dai fatti che devono raccontare. Impedire all'informazione di svolgere il proprio dovere in modo compiuto è il peggior modo per garantire oggettività e trasparenza". L'Associazione stampa Toscana ha chiesto l'intervento del ministro Orlando 

Le prossime udienze sono già tutte calendarizzate e hanno una cadenza praticamente settimanale fino al prossimo 30 gennaio. 

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